Piuttosto cane : d’of9 viene Pluto, il cane di Mickey e la sua vera storia

Prima di essere il fedele compagno di Topolino, Pluto ha conosciuto diversi inizi sullo schermo. Questo cane celebre appare inizialmente in un cortometraggio come un cane da caccia anonimo, prima di diventare il compagno rossiccio che generazioni di bambini riconoscono al primo sguardo. La sua storia si basa su un’evoluzione creativa: nel corso dei film, gli animatori gli danno una silhouette, delle espressioni e una personalità tutta sua.

La creazione di Pluto si distingue anche per una scelta rara nell’universo Disney: contrariamente a Topolino, il cane non parla e non cammina su due zampe. Esprime le sue emozioni con le orecchie, la coda, gli abbai e una vasta gamma di gesti. Questo modo di raccontare senza parole rende il personaggio particolarmente simpatico per i più piccoli: anche senza dialogo, si capiscono la sua gioia, la curiosità o un pizzico di gelosia. Per cogliere l’origine di Pluto, bisogna quindi risalire ai primi cortometraggi di Topolino, quindi osservare come una presenza secondaria sia diventata una star a pieno titolo.

Pluto in breve: i riferimenti essenziali sul cane di Topolino

  • Prima apparizione: nel 1930, nel cortometraggio The Chain Gang, nei panni di un cane da caccia.
  • Un nome che evolve: viene chiamato Rover in The Picnic, poi Pluto nei film successivi.
  • Un cane senza parole: le sue emozioni passano soprattutto attraverso il movimento, i suoni e le espressioni.
  • Un compagno diventato star: le sue avventure in solitaria hanno contribuito a farlo diventare un personaggio Disney imprescindibile.

Qual è l’origine di Pluto nei primi cartoni animati?

La prima apparizione di Pluto risale a The Chain Gang, uscito nel 1930. Il cane vi gioca un ruolo secondario: insegue Topolino, allora evaso di prigione, e non ha ancora il nome né l’identità familiare del compagno che il pubblico conoscerà dopo.

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Pochi mesi dopo, in The Picnic, Minnie presenta un cane chiamato Rover. Il personaggio si avvicina maggiormente a quello che oggi associamo a Pluto. Il suo nome cambia quindi: diventa Pluto in The Moose Hunt, nel 1931, momento in cui si stabilisce definitivamente accanto a Topolino. Il pianeta nano Plutone era stato scoperto nel 1930; questa coincidenza accompagna l’epoca del suo battesimo, anche se il dettaglio preciso della scelta del nome non è stabilito da una spiegazione ufficiale incontestabile.

Questa evoluzione mostra come un personaggio possa costruirsi a tappe. Prima semplice cane di scena, Pluto guadagna gradualmente un posto nella vita quotidiana di Topolino: lo accompagna nelle uscite, provoca goffaggini e condivide le sue avventure. La sua origine è meno quella di un eroe creato in un solo tratto che quella di un ruolo che si è arricchito film dopo film.

Da Rover a Pluto: come il personaggio prende forma

Il passaggio da Rover a Pluto accompagna una trasformazione importante: il cane smette di essere solo un espediente comico o un ostacolo per diventare il compagno di Topolino. La sua silhouette e le sue reazioni si precisano, mentre le storie sfruttano di più il suo temperamento curioso e affettuoso.

Dietro le quinte, il lavoro degli animatori gioca un ruolo essenziale. Norman Ferguson, in particolare, contribuisce a dare al cane una gestualità vivace ed espressiva. In Playful Pluto (1934), i movimenti del personaggio rendono le sue intenzioni facili da seguire, anche quando non pronuncia una parola. Per un bambino che scopre il film, questa lettura attraverso i gesti è quasi immediata: una coda che si agita, un’orecchia che si abbassa, e appare tutta un’emozione.

Perché Pluto è diverso dagli altri personaggi Disney?

Pluto è un cane che si comporta come un cane. Corre a quattro zampe, abbaia, annusa e reagisce a ciò che lo circonda, mentre Topolino e Pippo stanno in piedi e parlano. Questa differenza spesso genera una domanda tra i bambini: perché Pippo può parlare mentre Pluto no? La risposta sta nella loro funzione narrativa: Pippo è concepito come un personaggio antropomorfo, mentre Pluto incarna il compagno animale di Topolino.

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Questa semplicità apparente offre agli animatori un terreno di gioco espressivo. Un guinzaglio, un osso o un odore intrigante possono bastare a lanciare un’intera scena. In Pluto’s Judgement Day (1935), per esempio, la narrazione si basa sulle reazioni del cane e sulla sua immaginazione per far nascere umorismo e sorpresa.

Per i bambini, questo linguaggio del corpo è anche una bella porta di ingresso alle emozioni. Si può guardare una scena insieme e chiedere: «Secondo te, cosa prova?» Non serve una risposta perfetta: osservare gli indizi, inventare un’interpretazione e confrontare le idee trasforma il cartone animato in un piccolo gioco di lettura delle emozioni. Pluto fa ridere, ma invita anche a prestare attenzione ai segni che non sempre si esprimono con le parole.

Un cane celebre che racconta senza parlare

Pluto non ha battute come Topolino. I suoi suoni e i suoi movimenti sono però sufficientemente precisi da far capire le sue intenzioni: può esitare davanti a una porta, saltare dopo una farfalla o bloccarsi scoprendo una sorpresa. Questa espressività spiega in parte perché il personaggio attraversa così facilmente generazioni e lingue.

A casa, una visione può diventare un’attività molto semplice: mettere in pausa il film in un momento divertente e invitare il bambino a immaginare cosa farebbe Pluto dopo. Per prolungare questo piccolo momento creativo, dei colori da proporre ai bambini possono aiutare a inventare una nuova avventura intorno ai loro personaggi preferiti.

La storia di Pluto: dal compagno di Topolino alla star Disney

Una volta stabilito accanto a Topolino, Pluto diventa il motore di molte situazioni comiche. Non ha bisogno di un lungo discorso per attirare l’attenzione: una fuga, una scoperta o una piccola marachella bastano a far avanzare la storia. Il suo rapporto con il padrone si basa su un’affetto molto leggibile, fatto di fedeltà, complicità e a volte di disaccordi passeggeri.

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Il personaggio ha anche i suoi cortometraggi, dove Topolino non è sempre al centro dell’azione. Pluto esplora il mondo a livello del muso: gli oggetti quotidiani diventano misteri e i piccoli imprevisti assumono proporzioni epiche. Questa prospettiva conferisce alle scene un’energia particolare, simile a come un bambino piccolo scopre ogni angolo di una stanza.

Ecco alcuni riferimenti per seguire questa evoluzione senza perdersi nella cronologia:

Riferimento Ciò che bisogna ricordare
1930 — The Chain Gang Prima apparizione sullo schermo, nel ruolo di un cane da caccia.
1930 — The Picnic Il cane appare con il nome di Rover.
1931 — The Moose Hunt Il nome Pluto si stabilisce e il cane diventa il compagno di Topolino.
1934-1935 I cortometraggi esaltano il suo gioco corporeo e il carattere, in particolare Playful Pluto e Pluto’s Judgement Day.

Un posto a parte nell’universo Disney

Pluto occupa una posizione singolare: è allo stesso tempo un personaggio centrale nelle avventure di Topolino e un animale le cui reazioni restano vicine a quelle di un vero cane. Questo contrasto crea scene immediatamente comprensibili, senza bisogno di lunghe spiegazioni. Spesso basta uno sguardo o un salto per cogliere cosa sta succedendo.

Il suo percorso ricorda anche che un personaggio secondario può diventare indimenticabile quando i tratti sono chiari e coerenti. Pluto è leale, goloso, curioso e a volte goffo; queste qualità formano una personalità riconoscibile, senza renderlo perfetto. Per un’uscita o un compleanno a tema personaggi animati, una pista di regalo da condividere in famiglia può completare una selezione di libri, giochi o attività creative ispirate ai classici del cinema d’animazione.

Domande frequenti su Pluto, il cane di Topolino

Quando Pluto appare per la prima volta?

Pluto appare sullo schermo nel 1930 nel cortometraggio The Chain Gang, dove interpreta un cane da caccia.

Pluto si è sempre chiamato Pluto?

No. In The Picnic, nel 1930, il cane si chiama Rover. Il nome Pluto si impone nei film successivi, soprattutto a partire da The Moose Hunt, nel 1931.

Perché Pluto non parla come Pippo?

Pluto è rappresentato come un cane che si comporta come un animale, mentre Pippo è un personaggio antropomorfo, capace di parlare e di stare in piedi.

Pluto è un personaggio Disney importante?

Sì. Inizialmente personaggio secondario delle avventure di Topolino, diventa una star a pieno titolo grazie ai suoi cortometraggi e alla sua espressività senza parole.

Auteur/autrice

  • Julien Morel

    Formateur depuis plus de quinze ans, j’explore toutes les manières d’apprendre autrement.
    Sur Educ’Action, je partage mes outils, mes expériences et mes réflexions sur la formation, le management, le droit du travail et le marketing pédagogique.
    Mon ambition : rendre chaque apprentissage concret, humain et utile, parce qu’apprendre, c’est déjà agir.

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